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Come fare autoipnosi: qual è la tecnica migliore per imparare

Come fare autoipnosi: in questo articolo ti parliamo di cos’è l’autoipnosi, in cosa si differenzia dall’ipnosi, quali sono le tecniche base per fare autoipnosi, qual è la tecnica migliore per impararla e infine ti proporremo un percorso guidato e una traccia audio specifica per apprendere l’autoipnosi che puoi trovare nella nostra app myipnosi.

Cos’è l’autoipnosi

L’autoipnosi, esattamente come l’ipnosi, è uno stato della coscienza, molto simile al dormiveglia, un modo di essere dell’organismo, fisiologico e naturale, esattamente com’è naturale lo stato di veglia o di sonno. Questo stato della coscienza può generarsi in modo naturale oppure può essere indotto. Quando è la persona stessa che si induce tale stato in totale autonomia, si parla di autoipnosi, a differenza dell’ipnosi tradizionale, in cui è l’ipnotizzatore che accompagna la persona nel processo ipnotico.

Qual è la differenza tra ipnosi e autoipnosi

In realtà, come ripeteva Milton Erickson, ogni ipnosi è un’autoipnosi.

In altre parole l’ipnoterapeuta, con la guida della sua voce, non fa altro che attivare un processo di autoipnosi nella persona, la quale non vive l’esperienza passivamente ma, al contrario, è attiva e collaborativa in tutto il processo ipnotico.

Infatti entrambe si basano innanzitutto sulla volontà della persona di raggiungere uno stato ipnotico, senza la quale nessuna modificazione si verificherebbe, insieme alla capacità della mente di accedere a livelli di consapevolezza più profondi.

Il modo in cui questo avviene varia notevolmente, principalmente per quanto riguarda il controllo dell’esperienza ipnotica e il tipo di suggestioni suggerite.

    Ipnosi:

    • Nell’ipnosi indotta, un ipnoterapeuta qualificato guida un’altra persona attraverso lo stato ipnotico.
    • L’ipnotizzatore utilizza suggerimenti verbali o strumenti quali il pendolo, o altri simili per ottenere la focalizzazione dell’attenzione e indurre uno stato di rilassamento sia del corpo che della mente, così da aumentare la permeabilità alle suggestioni.
    • La persona ipnotizzata può concedersi di essere più passiva durante l’esperienza, seguendo pienamente le indicazioni esterne dell’ipnotizzatore.

        Autoipnosi:

        • Nell’autoipnosi, la persona induce volontariamente su se stessa lo stato ipnotico e controlla personalmente l’intero processo.
        • La persona utilizza tecniche di rilassamento, concentrazione e auto-suggestione senza la guida diretta di un ipnoterapeuta esterno.
        • L’autoipnosi mette il controllo direttamente nelle mani della persona, che può personalizzare l’esperienza in base alle proprie esigenze e obiettivi.

          •  

          Entrambe le pratiche possono essere utilizzate per affrontare problematiche psicologiche e migliorare il proprio benessere psicofisico, ma la differenza sostanziale è data dalla professionalità dell’ipnoterapeuta, che propone suggestioni mirate in base alle esigenze di chi ricorre all’ipnosi. Suggestioni proposte in base alla esperienza clinica dell’ipnoterapeuta, alla propria formazione e allo studio della vasta letteratura sull’argomento.

          In altre parole, la persona attraverso l’autoipnosi può utilizzare suggestioni semplici per indurre il cambiamento desiderato, ma non intervenire su problematiche più profonde e complesse, come invece è in grado di intervenire un ipnoterapeuta.

           

          Quali sono le tecniche base per imparare a fare autoipnosi

          Imparare a praticare l’autoipnosi richiede volontà, pazienza, pratica e apertura mentale.

          Innanzitutto è necessario un ambiente tranquillo privo di distrazioni in cui puoi rilassarti senza alcun disturbo.

          Quindi scegli una posizione comoda:

              • Supina – sul letto, divano o su un materassino;

              • Seduta – puoi sederti su una poltrona comoda con lo schienale alto, la testa appoggiata allo schienale, la colonna vertebrale adagiata lungo la spalliera, le braccia che poggiano sui braccioli o sulle cosce, i piedi ben piantati a terra in tutta la loro estensione in modo che le gambe non scivolino in avanti e le ginocchia leggermente aperte;

              • Cocchiere – seduto su una seggiola o uno sgabello, le gambe leggermente divaricate, i piedi ben piantati a terra e gli avambracci appoggiati alle cosce, la schiena incurvata in avanti con la testa morbida che ciondola tra le spalle.

            Per avviare il processo di autoipnosi puoi usare una o più di queste tecniche di base:

                1. Respirazione profonda: concentrati sulla tua respirazione. Respira lentamente e profondamente, inspirando attraverso il naso e espirando attraverso la bocca. Questo aiuta a rilassare il corpo e la mente.

                1. Rilassamento muscolare progressivo: rilassa gradualmente i vari gruppi muscolari del corpo, iniziando dai piedi e procedendo verso l’alto. Contrai e poi rilassa ogni gruppo muscolare per ridurre la tensione fisica.

                1. Visualizzazioni rilassanti: immagina mentalmente un luogo tranquillo e rilassante, come una spiaggia o una foresta. Visualizza i dettagli, i suoni e le sensazioni, immergendoti completamente in questa immagine come se fossi in un sogno.

                1. Auto-affermazioni: utilizza frasi positive e affermazioni che riflettano gli obiettivi desiderati. Ad esempio, se stai cercando di gestire lo stress, potresti ripetere “Sono perfettamente calmo e rilassato” o “ad ogni respiro che faccio il mio sistema si distende e si calma sempre di più” oppure frasi simili. Sempre al positivo.

                1. Conteggio decrescente: conta all’indietro da 10 a 1, associando ciascun numero a un maggiore rilassamento. Immagina di discendere i gradini di una bella scala e di essere avvolto da una sensazione di calma ad ogni gradino che scendi.

              Quando desideri terminare la sessione di autoipnosi, utilizza un riorientamento graduale, ossia lascia che la tua attenzione torni ad essere rivolta anche all’ambiente in cui ti trovi:

                  • Conteggio progressivo: conta da 1 a 10 indicando che sarai in un perfetto stato di veglia attiva e in un’ottima forma sia fisica che psichica una volta raggiunto il numero 10.

                  • Timer o sveglia: il suono del timer o della sveglia che hai programmato sarà il segnale per uscire dallo stato ipnotico.

                  • Brano musicale: se hai avviato un brano musicale della lunghezza definita, il silenzio finale sarà il segnale per riorientarti.

                  • Imprevisti: in caso di imprevisti, come rumori esterni o altro, non hai bisogno di eseguire alcuna procedura specifica: uscirai dall’autoipnosi immediatamente, senza bisogno di eseguire alcun procedimento.

                Per una maggiore efficacia dell’autoipnosi, scegli la modalità e le tecniche in base alle tue preferenze personali sperimentando quelle che risultano migliori per te.

                 

                Come fare autoipnosi: qual è la migliore tecnica per imparare

                In assoluto, la migliore tecnica per imparare a fare autoipnosi è senza dubbio quella di fare prima un’esperienza ipnotica guidata da un ipnoterapeuta, il quale, oltre ad insegnarti le modalità più idonee per te per entrare e rimanere in ipnosi, ti fornirà anche una sorta di àncora, ossia ti insegnerà ad usare un segnale simbolico, che di solito è un semplice gesto come stringere un pugno, che ti servirà per entrare ed uscire dall’ipnosi in modo rapido, sicuro e in completa autonomia ogni volta che lo desideri.

                L’ancoraggio sfrutta il principio dell’associazione mentale tra il segnale prescelto (l’àncora) e lo stato ipnotico in cui la persona è immersa.

                In altre parole si crea un condizionamento, così che la tua mente, solo se tu lo vorrai e se le condizioni in cui ti trovi lo permetteranno nella massima sicurezza, assocerà ogni volta a quel segnale l’entrata immediata, autonoma e sicura nello stato ipnotico. Questo ti permetterà di entrare ed anche di uscire dall’ipnosi senza dover passare attraverso l’intera procedura di induzione e senza ricorrere a guide esterne.

                Questa associazione si rafforza attraverso la ripetizione dell’esperienza ipnotica. Tante più volte utilizzi l’àncora mentre fai autoipnosi, tanto più il segnale acquista potere, fino a quando ti sarà sufficiente richiamarlo alla mente per entrare in autoipnosi in modo rapido, sicuro e completamente autonomo.

                Durante la fase di ancoraggio, l’ipnoterapeuta fornisce alla persona anche il segnale da adottare per uscire dall’autoipnosi in modo autonomo, rapido e sicuro.

                 

                Impara l’autoipnosi con myipnosi

                Nella nostra attività clinica insegniamo spesso l’autoipnosi ai nostri pazienti. Per prima cosa, gli facciamo sperimentare l’ipnosi attraverso la nostra guida, in modo che possano acquisire familiarità con lo stato di trance, e sperimentare tutti i suoi benefici. Una volta che la persona ha preso confidenza e ha imparato a scivolare nello stato ipnotico, le proponiamo l’ipnosi specifica per àncorare il gesto simbolico che diventerà il suo segnale autoipnotico.

                come fare autoipnosi - pugno di un neonatoIl gesto simbolico che noi proponiamo e ancoriamo è il pugno chiuso con il pollice all’interno delle altre quattro dita.

                Utilizziamo questo gesto perché, come scrive il Prof. Giuseppe Regaldo, da cui abbiamo imparato questa tecnica, tale gesto è ricco di simbologia. “In primo luogo questo tipo di pugno è quello che tutti noi abbiamo eseguito nella prima infanzia e basta osservare un neonato per rendersene conto. Quando si attribuisce questo segnale e si descrive questo fatto al soggetto si ottiene un ulteriore potente dissociazione psichica che lo riporta al momento della sua nascita. In secondo luogo, secondo gli esperti di agopuntura, il pollice all’interno delle quattro dita stimola un punto preciso per il rilassamento e il controllo dell’ansia (ottavo meridiano di pericardio). Infine sul piano della simbologia psicologica il pollice (noi) viene protetto dalle altre quattro dita (le nostre risorse)”.

                Questo stesso gesto è ciò che proponiamo nella traccia ipnotica 🎧 AUTOIPNOSI che replica esattamente quello che facciamo in studio con i nostri clienti e ha la finalità di insegnarti a entrare in ipnosi in completa autonomia ogni volta che lo vorrai per usufruire di tutti i suoi benefici.

                app myipnosi schermata introduzione all'ipnosiCome abbiamo detto, affinché sia efficace l’ancoraggio è necessario prima avere familiarità con l’ipnosi. Se non ce l’hai, puoi seguire il Percorso Introduzione all’ipnosi, un percorso finalizzato a prendere confidenza in modo dolce e sicuro con questo affascinante stato di coscienza sperimentando l’ipnosi direttamente su di te. Al termine ti verrà proposto l’ascolto della traccia AUTOIPNOSI.

                Una volta acquisita la capacità di fare autoipnosi, ti suggeriamo in ogni caso di utilizzare il gesto del pungo chiuso anche quando ascolti le ipnosi guidate che trovi nell’app. Questo ti permette di rafforzare ulteriormente il potere della tua àncora e potrai accorgerti di riuscire ad entrare in ipnosi sempre più velocemente e sempre più in profondità.

                Puoi trovare l’audio 🎧 AUTOIPNOSI nell’app myipnosi alla sezione Introduzione all’ipnosi o in fondo al Percorso Introduzione all’ipnosi.

                Buona autoipnosi!

                 

                Bibliografia

                Regaldo G., Manuale di ipnosi medica rapida (2014).

                Ipnosi:

                • Nell’ipnosi indotta, un ipnoterapeuta qualificato guida un’altra persona attraverso lo stato ipnotico.
                • L’ipnotizzatore utilizza suggerimenti verbali o strumenti quali il pendolo, o altri simili per ottenere la focalizzazione dell’attenzione e indurre uno stato di rilassamento sia del corpo che della mente, così da aumentare la permeabilità alle suggestioni.
                • La persona ipnotizzata può concedersi di essere più passiva durante l’esperienza, seguendo pienamente le indicazioni esterne dell’ipnotizzatore.

                Autoipnosi:

                • Nell’autoipnosi, la persona induce volontariamente su se stessa lo stato ipnotico e controlla personalmente l’intero processo.
                • La persona utilizza tecniche di rilassamento, concentrazione e auto-suggestione senza la guida diretta di un ipnoterapeuta esterno.
                • L’autoipnosi mette il controllo direttamente nelle mani della persona, che può personalizzare l’esperienza in base alle proprie esigenze e obiettivi.

                •  

                Entrambe le pratiche possono essere utilizzate per affrontare problematiche psicologiche e migliorare il proprio benessere psicofisico, ma la differenza sostanziale è data dalla professionalità dell’ipnoterapeuta, che propone suggestioni mirate in base alle esigenze di chi ricorre all’ipnosi. Suggestioni proposte in base alla esperienza clinica dell’ipnoterapeuta, alla propria formazione e allo studio della vasta letteratura sull’argomento.

                In altre parole, la persona attraverso l’autoipnosi può utilizzare suggestioni semplici per indurre il cambiamento desiderato, ma non intervenire su problematiche più profonde e complesse, come invece è in grado di intervenire un ipnoterapeuta.

                 

                Quali sono le tecniche base per imparare a fare autoipnosi

                Imparare a praticare l’autoipnosi richiede volontà, pazienza, pratica e apertura mentale.

                Innanzitutto è necessario un ambiente tranquillo privo di distrazioni in cui puoi rilassarti senza alcun disturbo.

                Quindi scegli una posizione comoda:

                  • Supina – sul letto, divano o su un materassino;

                  • Seduta – puoi sederti su una poltrona comoda con lo schienale alto, la testa appoggiata allo schienale, la colonna vertebrale adagiata lungo la spalliera, le braccia che poggiano sui braccioli o sulle cosce, i piedi ben piantati a terra in tutta la loro estensione in modo che le gambe non scivolino in avanti e le ginocchia leggermente aperte;

                  • Cocchiere – seduto su una seggiola o uno sgabello, le gambe leggermente divaricate, i piedi ben piantati a terra e gli avambracci appoggiati alle cosce, la schiena incurvata in avanti con la testa morbida che ciondola tra le spalle.

                Per avviare il processo di autoipnosi puoi usare una o più di queste tecniche di base:

                  1. Respirazione profonda: concentrati sulla tua respirazione. Respira lentamente e profondamente, inspirando attraverso il naso e espirando attraverso la bocca. Questo aiuta a rilassare il corpo e la mente.

                  1. Rilassamento muscolare progressivo: rilassa gradualmente i vari gruppi muscolari del corpo, iniziando dai piedi e procedendo verso l’alto. Contrai e poi rilassa ogni gruppo muscolare per ridurre la tensione fisica.

                  1. Visualizzazioni rilassanti: immagina mentalmente un luogo tranquillo e rilassante, come una spiaggia o una foresta. Visualizza i dettagli, i suoni e le sensazioni, immergendoti completamente in questa immagine come se fossi in un sogno.

                  1. Auto-affermazioni: utilizza frasi positive e affermazioni che riflettano gli obiettivi desiderati. Ad esempio, se stai cercando di gestire lo stress, potresti ripetere “Sono perfettamente calmo e rilassato” o “ad ogni respiro che faccio il mio sistema si distende e si calma sempre di più” oppure frasi simili. Sempre al positivo.

                  1. Conteggio decrescente: conta all’indietro da 10 a 1, associando ciascun numero a un maggiore rilassamento. Immagina di discendere i gradini di una bella scala e di essere avvolto da una sensazione di calma ad ogni gradino che scendi.

                Quando desideri terminare la sessione di autoipnosi, utilizza un riorientamento graduale, ossia lascia che la tua attenzione torni ad essere rivolta anche all’ambiente in cui ti trovi:

                  • Conteggio progressivo: conta da 1 a 10 indicando che sarai in un perfetto stato di veglia attiva e in un’ottima forma sia fisica che psichica una volta raggiunto il numero 10.

                  • Timer o sveglia: il suono del timer o della sveglia che hai programmato sarà il segnale per uscire dallo stato ipnotico.

                  • Brano musicale: se hai avviato un brano musicale della lunghezza definita, il silenzio finale sarà il segnale per riorientarti.

                  • Imprevisti: in caso di imprevisti, come rumori esterni o altro, non hai bisogno di eseguire alcuna procedura specifica: uscirai dall’autoipnosi immediatamente, senza bisogno di eseguire alcun procedimento.

                Per una maggiore efficacia dell’autoipnosi, scegli la modalità e le tecniche in base alle tue preferenze personali sperimentando quelle che risultano migliori per te.

                 

                Come fare autoipnosi: qual è la migliore tecnica per imparare

                In assoluto, la migliore tecnica per imparare a fare autoipnosi è senza dubbio quella di fare prima un’esperienza ipnotica guidata da un ipnoterapeuta, il quale, oltre ad insegnarti le modalità più idonee per te per entrare e rimanere in ipnosi, ti fornirà anche una sorta di àncora, ossia ti insegnerà ad usare un segnale simbolico, che di solito è un semplice gesto come stringere un pugno, che ti servirà per entrare ed uscire dall’ipnosi in modo rapido, sicuro e in completa autonomia ogni volta che lo desideri.

                L’ancoraggio sfrutta il principio dell’associazione mentale tra il segnale prescelto (l’àncora) e lo stato ipnotico in cui la persona è immersa.

                In altre parole si crea un condizionamento, così che la tua mente, solo se tu lo vorrai e se le condizioni in cui ti trovi lo permetteranno nella massima sicurezza, assocerà ogni volta a quel segnale l’entrata immediata, autonoma e sicura nello stato ipnotico. Questo ti permetterà di entrare ed anche di uscire dall’ipnosi senza dover passare attraverso l’intera procedura di induzione e senza ricorrere a guide esterne.

                Questa associazione si rafforza attraverso la ripetizione dell’esperienza ipnotica. Tante più volte utilizzi l’àncora mentre fai autoipnosi, tanto più il segnale acquista potere, fino a quando ti sarà sufficiente richiamarlo alla mente per entrare in autoipnosi in modo rapido, sicuro e completamente autonomo.

                Durante la fase di ancoraggio, l’ipnoterapeuta fornisce alla persona anche il segnale da adottare per uscire dall’autoipnosi in modo autonomo, rapido e sicuro.

                 

                Impara l’autoipnosi con myipnosi

                Nella nostra attività clinica insegniamo spesso l’autoipnosi ai nostri pazienti. Per prima cosa, gli facciamo sperimentare l’ipnosi attraverso la nostra guida, in modo che possano acquisire familiarità con lo stato di trance, e sperimentare tutti i suoi benefici. Una volta che la persona ha preso confidenza e ha imparato a scivolare nello stato ipnotico, le proponiamo l’ipnosi specifica per àncorare il gesto simbolico che diventerà il suo segnale autoipnotico.

                come fare autoipnosi - pugno di un neonatoIl gesto simbolico che noi proponiamo e ancoriamo è il pugno chiuso con il pollice all’interno delle altre quattro dita.

                Utilizziamo questo gesto perché, come scrive il Prof. Giuseppe Regaldo, da cui abbiamo imparato questa tecnica, tale gesto è ricco di simbologia. “In primo luogo questo tipo di pugno è quello che tutti noi abbiamo eseguito nella prima infanzia e basta osservare un neonato per rendersene conto. Quando si attribuisce questo segnale e si descrive questo fatto al soggetto si ottiene un ulteriore potente dissociazione psichica che lo riporta al momento della sua nascita. In secondo luogo, secondo gli esperti di agopuntura, il pollice all’interno delle quattro dita stimola un punto preciso per il rilassamento e il controllo dell’ansia (ottavo meridiano di pericardio). Infine sul piano della simbologia psicologica il pollice (noi) viene protetto dalle altre quattro dita (le nostre risorse)”.

                Questo stesso gesto è ciò che proponiamo nella traccia ipnotica 🎧 AUTOIPNOSI che replica esattamente quello che facciamo in studio con i nostri clienti e ha la finalità di insegnarti a entrare in ipnosi in completa autonomia ogni volta che lo vorrai per usufruire di tutti i suoi benefici.

                app myipnosi schermata introduzione all'ipnosiCome abbiamo detto, affinché sia efficace l’ancoraggio è necessario prima avere familiarità con l’ipnosi. Se non ce l’hai, puoi seguire il Percorso Introduzione all’ipnosi, un percorso finalizzato a prendere confidenza in modo dolce e sicuro con questo affascinante stato di coscienza sperimentando l’ipnosi direttamente su di te. Al termine ti verrà proposto l’ascolto della traccia AUTOIPNOSI.

                Una volta acquisita la capacità di fare autoipnosi, ti suggeriamo in ogni caso di utilizzare il gesto del pungo chiuso anche quando ascolti le ipnosi guidate che trovi nell’app. Questo ti permette di rafforzare ulteriormente il potere della tua àncora e potrai accorgerti di riuscire ad entrare in ipnosi sempre più velocemente e sempre più in profondità.

                Puoi trovare l’audio 🎧 AUTOIPNOSI nell’app myipnosi alla sezione Introduzione all’ipnosi o in fondo al Percorso Introduzione all’ipnosi.

                Buona autoipnosi!

                 

                Bibliografia

                Regaldo G., Manuale di ipnosi medica rapida (2014).

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                INDUZIONE

                L’induzione è la fase di accompagnamento in uno stato ipnotico che, attraverso una combinazione di suggestioni, ti guida gradualmente in uno stato di rilassamento profondo che rende la mente più ricettiva. 

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